About

Ti ricordi come è nata questa idea?

No.
Mi ricordo, però, che eravamo lontani.
Molto lontani.

Sì, ma per fortuna tutti e due con un computer e tutti e due con una buona connessione. Connessione Internet.

Sì, ma qual era lo scopo?
Non basta una buona connessione e un computer. C’era dell’altro.
Ma cosa?

Lo scopo era scoprire cosa ci si può fare con un blog senza usarlo come una specie di diario personale ma condividendolo con qualcuno. Non bisogna essere troppo egoisti.

Quindi un blog a quattro mani. Almeno all’inizio. Due in un continente, due in un altro. Almeno all’inizio.

Io ero negli Stati Uniti a scrivere la tesi.

Io la tesi l’avevo già scritta e consegnata. Senza nessun vantaggio in partenza. Stessa età. Classe 1988. Anzi, tu sei più vecchia.

Ad ogni modo, con un blog, di solito, si parla d’attualità, si condividono pensieri e si insulta la gente, non si pubblica un romanzo.

Anche perchè è tutto sballato. La fine è all’inizio e l’inizio è alla fine.

Si scrive al dritto e si legge al rovescio. Ma visto che né io né tu sappiamo dove ogni post ci porta, probabilmente stiamo scrivendo al rovescio e leggendo al dritto. Ho iniziato io per prima, giusto?

Dipende. Se il titolo è parte del tutto, l’onere è toccato a me. E l’arbitro fu una monetina, una monetina irlandese fatta di bit. Come, del resto, il romanzo.

È vero, avevi scelto tu il titolo. Poi abbiamo tirato a sorte, e il primo post è toccato a me. Poi tu. Poi io. E così via. Cosa immaginavi di trovare scritto quando avresti aperto la pagina?

Ti conosco bene. Credo. Immaginare non avrebbe avuto senso. Ho aspettato che tu premessi il tasto “Publish” per immaginare. Immaginare cosa c’era dietro quel bracciale e quel polso. Immaginare una strada bagnata e un bilocale con cucina abitabile.
E comunque la moneta scelse te per il post e tu scelsi me per il titolo.

Poi abbiamo deciso che ogni post ha una data di scadenza: una settimana per proseguire dove l’altro ha lasciato. E così sono nate prima Mirta e poi Diletta. Due amiche, credo, coinquiline da quattro anni. Ho capito bene o sto scrivendo una storia diversa dalla tua?

La storia è la stessa, credo. Ma è piena di bivi. Un labirinto. Ad ogni bivio, alternativamente, uno dei due sceglie. Questa volta senza l’ausilio di bit-monetine.
Ammetto che una volta non ho rispettato le tempistiche. Ma per cause di forza maggiore. Ad ogni modo, cercherò di farmi perdonare.

Sai qual è il modo migliore per trovare l’uscita in un labirinto? Segnare il percorso ed evitare di ripassare per due volte dallo stesso punto. Lo dice anche l’algoritmo di Tremaux. Quindi. Tocca a me ora. 🙂

Vediamo.

 

 

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