Quel viso l’ho già visTo.

Odio dimenticarmi le cose. Lei se le scrive sulla mano, e fa bene, il tuo palmo come agenda portatile che ti segue ovunque. Dovrei seguire le sue stramberie più spesso, se non altro eviterebbero di tornare a casa e mandare all’aria un’intera giornata di lavoro solo per aver dimenticato quel maledetto grandangolo. Dovevo fare quella foto a tutti i costi, oggi era l’ultimo giorno che palle ma proprio oggi, con tutta la roba che mi carico addosso, non bastava farmi che ne so inciampare, o rompermi un dito, no, dovevo fare tuuuuuutta la strada. Di nuovo.

Questo lo conosco, era fuori a parlare con MirtaMarta qualche giorno fa chissà cosa gira nel parco pure lui. 1’36” bel viso ma tanto stai andando verso la decadenza anche tu omaccione. Che ombra lunga che ho, vorrei avere le gambe lunghe così solo per un attimo, per fare due passi ed essere a casa come il Gatto con gli Stivali vorrei gli stivali magici peccato che non esistano nemmeno propulsori da passeggio che ti scaraventino direttamente dove vuoi arrivare ho un’ombra lunga 2’01” e sicuramente lei arriverà prima di me certo sono carica come un asino un fagotto di borse e questo cappotto che tiene caldo perché se cammini con 25 chili di roba addosso finisce che ti scaldi fammi attraversare non investirmi perché tanto non ci guadagni niente (che ragionamento ridicolo, sembro lei) 3’20” e cammina cammina cammina.

Però è mattina bene, col sole sodo e luminoso l’aria fredda pungente, bello uscire la mattina presto perché te la godi tutta, anche quella fascia dalle sei alle otto in cui il mondo sembra non volerlo nessuno perché tutti preferiscono dormire, poi alle otto lo riconsegni ai proprietari e tutti fino alle nove ci transitano sopra come formiche impazzite che non trovano più l’ingresso del formicaio, poi quando l’hanno trovato, intorno alle nove e tre quarti, allora non brulicano più, ognuno è riuscito  a entrare nel suo formicaio e tu che ancora passeggi e continuo a passeggiare, e allora tu hai la mattina di nuovo tutta per te ma ormai è stata sporcata dalle formiche delle nove, è stanca e vuole andare a letto. Cosa ci fai della mattina alle undici? È il suo momento peggiore lasciala in pace. Allo stremo delle forze, esausta, ti aspetta domani verso le sei, ora lasciala riposare ché non si vuole nemmeno far vedere da te in quello stato, te che la vedi con la pelle fresca e le dita con lo smalto rosa all’aurora, ora accaldata, stufa, in affanno. Che noia aspettare il semaforo 5’08”. Se non altro almeno potrò finalmente avere la mia tazza di caffè, tornare a casa e dimenticarsi le cose hanno i loro privilegi ogni tanto.

Ma questa no. La telecamera accesa no. Ora è scarica, non ci voleva. Ci devono essere delle batterie nuove qui in borsa. No, niente. Allora che faccio salgo caffè mentre caffè cerco le pile infilo caffè bevuta esco di nuovo prima che faccia troppo buio.

Quel viso però non mi è nuovo. Ti ho rivisTo altrove.

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